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elli 1971.it

UNA BUONA STELLA

2022-12-29 14:26

PBSOMMELIER

BLOG ELLI, elli-1971-red,

UNA BUONA STELLA


Le giornate continuano a confermare le condizioni di tempo grigie annunciate. Fa da complemento, e non da poco, la pioggia sporadica, e fine, che scende in questi giorni di Settembre. Sesto è una città emergente, riempita da tanta gente, persone che sono arrivate dal sud dell' Italia, famiglie che cercano fortuna e riscatto. Qui c'e la Breda, c'e la Falck, grandi poli di produzione che danno tantissimo lavoro, formazione,  e la possibilità di uno stipendio certo, anche se guadagnato con un lavoro duro, molto duro. Mio nonno, lo sa bene! si spacca le mani e respira catrame e fumi, generate da colate di acciaio e ferro. Non fà freddo, quello vero intendo, quello che ti crepa le mani;
lo vedo, mio nonno intendo,tutto di un pezzo, serio, vicino a sua figlia, la sua intoccabile figlia.
Non c'e nebbia, quella che trovi dopo un istante, quella che sembra un muro invalicabile, quella che respiri a pieni polmoni mentre ti sposti in bicicletta, nella periferia, nelle campagne, come quella in cui siamo ora. E' un contorno che accompagna benissimo questo momento di comiato, un momento che non doveva mai arrivare, un triste fatto, la scomparsa di mio padre, che oggi lo vede per l'ultima volta protagonista, ricordato, qui in questo campo di calcio, pieno di gente qualunque e di sportivi.
C'e anche lei, mia madre, frastornata da tutto il periodo sceso come una mannaia, che ha troncato la sua felicità, l'armonia, l'equilibrio delle giornate, modificato la sua futura vita di donna e moglie.
Ci sono anche io e tutti i miei tre fratelli, il più piccolo, troppo piccolo per perdere un padre, è rimasto a casa accudito da mia nonna. Ci sono i suoi amici, le persone che per l'ultima volta l'hanno visto vivo quella sera a Milano, ...li riconosco, ricordo ancora adesso loro nomi; c'e anche tutto il personale della struttura, la Piscina Comunale Estiva, stretti, vicini, seri.
Si stringono mani, si esibiscono sorrisi di circostanza, soprattutto a noi figli. Oggi è stata organizzata una simbolica partita di calcio per ringraziarlo e ricordarlo, e le persone che ne fanno parte sono proprio quelle della squadra locale che proprio lui aveva ideato, fondato, e alimentato. Il nome che lui aveva scelto per il suo sogno di squadra era Stella Rossa. E non sono di manica larga quando dico che tutto partì da una sua idea, perchè fu proprio così!
Esattamente all'inizio non esisteva neanche il campo per iniziare con il suo progetto.
La città non offriva spazi e strutture per raccogliere la volontà di molte persone, pochissimi gli impanti, e quindi, ci si doveva arrangiare con gli spazi che la realtà, e la natura, offriva.
Così, nella periferia, e con strumenti non propriamente adatti allo scopo, è riuscito tenacemente a ricavare un campo di calcio quasi regolamentare, compreso di porte, e di linee personalmente disegnate, tra le erbacce cresciute selvaggiamente , e, a raccogliere, via via con il passare dei mesi, le persone e i giocatori con cui ritrovarsi, allenarsi e giocare. Erano colleghi, amici,  che spaziavano tra giovani snelli e non molto formati fisicamente, perchè l' abbondanza non c'era, e adulti più o meno formati nelle intenzioni ma non propriamente  fisicati. Avevano curiosità ed entusiasmo, e usavano il loro il tempo libero, prezioso, minimo, forse sottratto ai propri cari.
Era andato anche oltre.. tanto è, che con una parte di  soldi raccimolati, forse attingendo da una parte di tredicesima incassata, aveva comprato le divise complete per ogni giocatore, intendo calzettoni, calzoncini, maglietta. Questo ovviamente affrontando il disappunto, anzi diciamo rabbia, di sua moglie. Per inciso rammento che, smaltito il momento di tensione , le casacche venivano lavate, stese e rammendate propio da lei a casa.
Anche questa è forma di amore.
Nessuno ovviamente può riconoscermi, nessuno può capire che sono l'evoluzione di quel bimbo di otto anni, pieno di riccioli, magro e con la testa un pò a triangolo che resta li fermo ad osservare tutto l'osservabile e che raccoglie le carezze delle signore che lo salutano. Mi piacerebbe avvicinarmi e sussurrargli in un secondo la vita che avrà, parti piacevoli e meno liete. Ancora molta gente è intorno a mia madre, mi tiene stretto nelle sue braccia, davanti a lei...la partita sta per iniziare. Tutti i 12 giocatori sono allineati nella parte sinistra del centrocampo, restano in silenzio, a testa alta. Il  Silenzio di ordinanza, è suonato egregiamente da una persona che fa parte della banda musicale; è posizionato davanti alla struttura che regge la tribuna. Poi un ultimo applauso.
Si gioca!

Settembre 1974

ELLI 1971 RED è dedicato a mio padre, alla sua idea, alla sua squadra, alla sua Stella.
Nel mio passato di allenatore di giovani calciatori...in alcune mie scelte... nelle molteplici partite vissute in panchina, sono sicuro che lui era in me!
Il vino, la Barbera...è la tipologia che negli anni 70 primeggiava nelle scelte , e che lui degustava.
Le divise che sono rappresentate sull'etichette delle 12 Bottiglie non sono quelle indossate per la partita di comiato, nel lontano 1974, ma sono state ideate da me immaginandole, nella mia casa d'infanzia, stese ad asciugare.
L'immagine che troverete di seguito, rappresenta il gruppo, al completo, schierato nella parte sinistra del centrocampo nella partita dedicata.

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Le giornate continuano a confermare le condizioni di tempo grigie annunciate. Fa da complemento, e non da poco, la pioggia sporadica, e fine, che scende in questi giorni di Settembre. Sesto è una città emergente, riempita da tanta gente, persone che sono arrivate dal sud dell' Italia, famiglie che cercano fortuna e riscatto. Qui c'e la Breda, c'e la Falck, grandi poli di produzione che danno tantissimo lavoro, formazione,  e la possibilità di uno stipendio certo, anche se guadagnato con un lavoro duro, molto duro. Mio nonno, lo sa bene! si spacca le mani e respira catrame e fumi, generate da colate di acciaio e ferro. Non fà freddo, quello vero intendo, quello che ti crepa le mani; lo vedo, mio nonno intendo,tutto di un pezzo, serio, vicino a sua figlia, la sua intoccabile figlia.Non c'e nebbia, quella che trovi dopo un istante, quella che sembra un muro invalicabile, quella che respiri a pieni polmoni mentre ti sposti in bicicletta, nella periferia, nelle campagne, come quella in cui siamo ora. E' un contorno che accompagna benissimo questo momento di comiato, un momento che non doveva mai arrivare, un triste fatto, la scomparsa di mio padre, che oggi lo vede per l'ultima volta protagonista, ricordato, qui in questo campo di calcio, pieno di gente qualunque e di sportivi. C'e anche lei, mia madre, frastornata da tutto il periodo sceso come una mannaia, che ha troncato la sua felicità, l'armonia, l'equilibrio delle giornate, modificato la sua futura vita di donna e moglie.Ci sono anche io e tutti i miei tre fratelli, il più piccolo, troppo piccolo per perdere un padre, è rimasto a casa accudito da mia nonna. Ci sono i suoi amici, le persone che per l'ultima volta l'hanno visto vivo quella sera a Milano, ...li riconosco, ricordo ancora adesso loro nomi; c'e anche tutto il personale della struttura, la Piscina Comunale Estiva, stretti, vicini, seri. Si stringono mani, si esibiscono sorrisi di circostanza, soprattutto a noi figli. Oggi è stata organizzata una simbolica partita di calcio per ringraziarlo e ricordarlo, e le persone che ne fanno parte sono proprio quelle della squadra locale che proprio lui aveva ideato, fondato, e alimentato. Il nome che lui aveva scelto per il suo sogno di squadra era . E non sono di manica larga quando dico che tutto partì da una sua idea, perchè fu proprio così! Esattamente all'inizio non esisteva neanche il campo per iniziare con il suo progetto. La città non offriva spazi e strutture per raccogliere la volontà di molte persone, pochissimi gli impanti, e quindi, ci si doveva arrangiare con gli spazi che la realtà, e la natura, offriva. Così, nella periferia, e con strumenti non propriamente adatti allo scopo, è riuscito tenacemente a ricavare un campo di calcio quasi regolamentare, compreso di porte, e di linee personalmente disegnate, tra le erbacce cresciute selvaggiamente , e, a raccogliere, via via con il passare dei mesi, le persone e i giocatori con cui ritrovarsi, allenarsi e giocare. Erano colleghi, amici,  che spaziavano tra giovani snelli e non molto formati fisicamente, perchè l' abbondanza non c'era, e adulti più o meno formati nelle intenzioni ma non propriamente  fisicati. Avevano curiosità ed entusiasmo, e usavano il loro il tempo libero, prezioso, minimo, forse sottratto ai propri cari. Era andato anche oltre.. tanto è, che con una parte di  soldi raccimolati, forse attingendo da una parte di tredicesima incassata, aveva comprato le divise complete per ogni giocatore, intendo calzettoni, calzoncini, maglietta. Questo ovviamente affrontando il disappunto, anzi diciamo rabbia, di sua moglie. Per inciso rammento che, smaltito il momento di tensione , le casacche venivano lavate, stese e rammendate propio da lei a casa. Anche questa è forma di amore. Nessuno ovviamente può riconoscermi, nessuno può capire che sono l'evoluzione di quel bimbo di otto anni, pieno di riccioli, magro e con la testa un pò a triangolo che resta li fermo ad osservare tutto l'osservabile e che raccoglie le carezze delle signore che lo salutano. Mi piacerebbe avvicinarmi e sussurrargli in un secondo la vita che avrà, parti piacevoli e meno liete. Ancora molta gente è intorno a mia madre, mi tiene stretto nelle sue braccia, davanti a lei...la partita sta per iniziare. Tutti i 12 giocatori sono allineati nella parte sinistra del centrocampo, restano in silenzio, a testa alta. Il  Silenzio di ordinanza, è suonato egregiamente da una persona che fa parte della banda musicale; è posizionato davanti alla struttura che regge la tribuna. Poi un ultimo applauso. Si gioca! Settembre 1974 è dedicato a mio padre, alla sua idea, alla sua squadra, alla sua Stella.Nel mio passato di allenatore di giovani calciatori...in alcune mie scelte... nelle molteplici partite vissute in panchina, sono sicuro che lui era in me!Il vino, la è la tipologia che negli anni 70 primeggiava nelle scelte , e che lui degustava.che sono rappresentate sull'etichette delle 12 Bottiglie non sono quelle indossate per la partita di comiato, nel lontano 1974, ma sono state ideate da me immaginandole, nella mia casa d'infanzia, stese ad asciugare.L'immagine che troverete di seguito, rappresenta il gruppo, al completo, schierato nella parte sinistra del centrocampo nella partita dedicata.